Ignora collegamenti di navigazioneGiuseppe Forte > Note critiche

Testimonianze

...In alcune sue tele traspare, da una diafana tramatura di colori, l'idea sfocata di un paesaggio, quasi a rivelare l'intenzione dell'anima a farsi corpo. Indi, appaiono volti scavati dall'angoscia, tracciati da segni scuri che altrove si dilatano, contrastano o si fondono con fluide macchie di colore, gettano tetre ombre, interrotte da brevi sprazzi di luce, su stradette, quartieri, ville barocche, cimeli di antica storia in muta e vana lotta contro l'ineluttabile erosione del tempo e l'incuria dell'uomo...
Michele Cutaja
Dalla presentazione in catalogo della personale allestita presso il Comune di Gela dal 4 al 14 maggio 1967

...il colore affoga e stenta ad emergere dagli spessori insistiti dei neri profondi; poi, con improvvisi crepitii, fa capolino e nelle ultime opere tende a schiarirsi in una sorta di abbandono liberatore.
L'opera di Forte pare tendere, ormai, ad una visione più drammatica dove il simbolo e la realtà a noi più prossima si fondono, ma in una angolazione particolare in cui la fantasia mantiene il suo incontestabile diritto.
Gino Cannici
Dal catalogo della personale tenuta presso la Camera di Commercio di Caltanissetta dal 9 al 16 giugno 1968

...Giuseppe Forte che espone dal 1963, ha trovato attraverso la linea e il colore, il suo linguaggio espressivo, il modo migliore per comunicare con il mondo esterno in una visione intima e raccolta, pensosa e talvolta dolorosa....i colori talvolta smorzati, talvolta violenti, son piegati ai fini propri dell'arte...
Michele Bellipanni
Il Tempo, 31 luglio 1968

..."come un gioco a carte"...il tutto in uno stile personalissimo, rivela la maturità artistica raggiunta dall'Autore in cui, pensiero e arte, trovano perfetta fusione dando alla fantasia la possibilità di leggere nel dipinto una poesia tracciata col pennelo.
Silvio Cassata
Il Corriere Delle Madonie – 15 marzo 1969

...Sono volti dagli occhi profondi, nudi femminili, coppie umane, come permeate di materia nebulosa, che si cercano e si sfiorano in delicati amplessi, quasi in attesa del perentorio ordine divino per potersi amare, il vitale erotismo che diviene priorità creativa...
L'artista, suggestionato dalla grafica, tende ad imprimere nel segno quanto il colore non potrebbe mai dargli: l'essenza dei valori filtrati dalla psiche, la cui spinta produce il divenire e l'affermarsi dell'uomo e la sua rovina. Sono immagini catturate nella realtà o "vissute" nella memoria, scatenate nell'incoscio, nella dimensione del sogno, dei sogni che fermentano l'esistenza poetica dell'uomo, ne proiettano la forza, la sua fragilità.
Michele Cutaja
Giornale di Sicilia – 26 maggio 1971

...nei quadri dell'artista Forte si nota la coscienza che l'uomo ha della sua fragilità che lo spinge alla ricerca di un mondo di evasione dalla solitudine. Infatti, la figura principale dei dipinti è sempre accompagnata da un altro volto, da un altro essere...
Enzo Cesare
Gionale Di Sicilia – 18 aprile 1972

...lo smarrimento dell'anima trova nell'amore il giusto calore. Questo è il ricorrente pensiero nelle opere di Forte. L'ossessione della morte, nata nell'incubo di magiche ombre, diventa nel tocco acceso del colore, spazio per la spirituale liberazione.
...Nelle sue opere non esalta soltanto la forza, la dinamicità, ma un lirismo, frutto di una sofferenza per un intimo tormento che agita l'anima dell'artista dinanzi ai mali del mondo che lo circonda...
Luigi Pane
Il Corriere Delle Madonie, giugno 1972

...ogni suo quadrto muove da una densa carica espressiva che, originata magari da un incontro intellettuale, da un problema morale, da una suggestione sociologica, attraverso il filtro di una esuberante sensibilità, si presenta, al momento della resa pittorica in una condizione di inquieta accensione lirica...
Albano Rossi
Palermo Sera- 29 aprile 1972

...quando dipinge, Giuseppe Forte ha un modo tutto suo di rappresentare le figure, e particolarmente i volti di madri, volti di giovani donne, volti di bambini; esprimono questi volti, una interiorità raccolta che si concentra negli occhi; una interiorità affidata non alla linea, ma al colore intenso, per lo più al nero delle profonde occhiaie, in netto contrasto con il fondo rosso o verde.
Alfredo Mario La Grua
Il Corriere Delle Madonie – gennaio 1974

...Nei lavori più recenti c'è un nuovo dinamismo che rende tumultuosi i paesaggi, una nuova intensità di scuri, che traduce una ricerca angosciosa, drammatica; le immagini sono come corrose nei loro volumi da un prevalente motivo pittorico che le trae da ombre profonde, più che testimonianze dell'esistere, grido esistenziale; il che ha il dono di proporsi, per la serietà del fare dell'artista, come problema profondamente umano...
Gemma Salvo Barcellona
Dal catalogo della personale tenuta al Club Art di Termini Imerese nel 1975

... nel disegno il tratto serrato e minuto, nell'addensarsi in zone di più marcata accentuazione grafica, permette di dare all'oggetto preferito delle sue osservazioni, che resta il volto umano, una chiarezza d'intuizione, che si unisce alla libertà dello scatto emozionale in una riuscita fusione risolutiva.
L'artista è comunque portato ad imprimere alla sua opera un ritmo di intensa evoluzione in cui finiscono con l'accordarsi e mediarsi gli apporti di ordine mentale e le sollecitazioni emotive e sentimentali che fanno da generale, costante piattaforma nella complessa dialettica dell'atto creativo.
Ma là dove tale procedimento è rilevabile, è nella pittura, in cui l'artista opera una sorta di recupero di soluzioni cromatiche di tipo astratto, ricche di suggestive inflessioni e di preziose trasparenze, cui emergono le sue figure assorte in un loro mondo di trepida contemplazione o di incisiva presenza esistenziale.
Giovanni Cappuzzo
Dal catalogo della personale organizzatagli dall'Assessorato al Turismo di Roseto Degli Abruzzi nel mese di agosto 1975

...Guardando le opere del pittore Giuseppe Forte inquadro liricamente le sue figure di donne sensibili, comunicative che, con equilibrato linguaggio, esprimono sentimento e amore: parole comuni, parole oggi fuor di tempo sì...Tuttavia racchiudono la sintesi dei grandi romanzi passionali che resistono ai rigori del tempo: ecco la madre che abbraccia il figlio prodigo che apre altre pagine della storia con emotività e intimo rossore!
Giacomo Giardina
Dal catalogo della personale tenuta alla Galleria D'Arte "La Botteguccia" di Gela dal 24 maggio al 2 giugno 1975

...Così sul solco di una interpretazione pensosa e sofferta della condizione umana – che è il valore più rappresentativo della pittura di Forte, il suo continuum artistico – si inserisce una nota di pietas, una maggiore capacità di penetrazione psicologica e morale.
...la sua pittura esprime oggi qualcosa di più che una ribelle istintività, essendo, ora, intrisa di meditazione, di consapevolezza, di controllo espressivo ed affabulativo.
Vincenzo Monforte
Quadrante delle Lettere e delle Arti C.M.,15 maggio 1975

... mostra di sapersi destreggiare abilmente sia nel ritratto che nel paesaggio costruito quest'ultimo secondo una visuale stilistica e compositiva fuori dall'ordinario.
Giuseppe Geraci
Palermo Sport – 25 maggio 1975

...il pittore siciliano espone nei saloni della Galleria Comunale di Roseto dove alterna nella sua rassegna "olii", disegni e lavori di grafica. Questi ultimi presentano una stilizzazione tutta personale, frutto di un meditato lavoro di ricerca e attraggono l'attenzione dei visitatori per l'equilibrio grafico, il tratto serrato e la coerenza degli intenti...
Luigi Braccili
Il Tempo d'Abruzzo – 25 agosto 1975

...Forte, da buon siciliano, è rientrato nel solco della tradizione. Vedi le sue soluzioni cromatiche, così ricche di suggestive inflessioni e di chiare trasparenze, che rifuggono dai toni fortemente patetici, s'intonano coerentemente con i meditati toni lirici. Giuseppe Forte ha dunque operato la sua scelta in senso di visione "equilibrata", "latina", "mediterranea": tale scelta gli darà sempre più profonde soddisfazioni....c'è un rapporto più cordiale e sereno col suo mondo poetico (fanciulli, ragazzi, giovani donne, vecchi), c'è soprattutto uno stile personalissimo. La linea costruttiva è sostituita da infiniti piccoli frammenti che realizzano zone di scuro alternate con zone di chiaro dalle quali emergono immagini e paesaggi con pienezza di volumi.
Giuseppe Calero
Quadrante Delle Lettere e Delle Arti – 1 ottobre 1975

...sono paesaggi, angoli della nostra terra dove ogni vicolo acquista la dimensione di un piccolo mondo, e volti proiettati in una dimensione di malinconica solitudine. Sono povere case abbandonate dall'uomo costretto ad emigrare; sono volti tristi di donne, uomini, bambini, permeati di passioni o di dolore e tuttavia dotati di una elevata bellezza estetica.
Mario Lombardo
L'Ora – 3 gennaio 1976

...L'artista possiede il linguaggio degli effetti chiaroscurali. Le sue creazioni quasi sempre sembrano provenire da un mondo di tenebra e di silenzio; ma guardando attentamente si intuisce subito che i soggetti rappresentati hanno una vita propria nata da un gioco di piccoli segni che si trasforma ora in guizzi di intensa luce, ora si attenua nella penombra...Vero è che Forte è pittore "figurativo", ma è anche vero che, una volta attuata questa scelta, egli ha saputo mostrare con serietà e convinzione di averla interpretata in modo del tutto personale alla luce delle esperienze dei nostri giorni.
Ancora più interessante è la sua pittura: in essa, tutto quel prezioso bagaglio tecnico acquisito durante "quotidiana" esperienza grafica, si trasforma, si colora, si illumina...
Salvo Pintaldi
Dal catalogo della personale tenuta presso il Circolo D'Arte "Il Portico" di Pachino dal 28 marzo al 7 aprile 1976

...Ed è la dimensione del suo sentimento, la costante naturale predisposizione al gioco fantastico, la profonda carica di poesia che riescono, appunto, ad eliminare ogni freddezza e ogni rigido vincolo d'impostazione prettamente intellettuale al racconto di Forte, sublimandolo e facendolo accettare come autentico, penetrante, commovente, fatto d'arte e non come discorso di stretto rigore filosofico.
Tutte le sue sollecitazioni emotive e sentimentali sono tradotte in un linguaggio pittorico personalissimo, assai ricco di esperienze tecniche, in perfetta rispondenza tra effetto cromatico e contenuto concettuale.
...Forte, infine, usa il pennino con la stessa disinvoltura del pennello. Le sue opere in china hanno la stessa efficacia coloristica che si risolve nel magistrale dosaggio dei chiaroscuri, nella fitta rete dei segni che creano l'immagine dandole un movimento che la rende viva e reale.
Lorenzo Misuraca
Sicilia Tempo – giugno 1976 n.136

In Forte il tormento esistenziale, se affonda in profondità le radici nelle umane vicende dell' Artista, le trascende diventando espressione di un malessere tipico del nostro tempo, uno star male dalla cui morsa l'Artista tenta di svincolarsi invano, in un incessante divenire di stati d'animo fissati in modo mirabile ed intenso nei suoi volti e nelle sue composizioni.
Tutto nelle sue opere è essenzialità e immediatezza, in una armonia di forme e colori rara ma semplice, che nulla concede all'orpello. I suoi volti soprattutto sono l'espressione più autentica del suo mondo interiore ed in quei volti l'intimo tormento assurge a purificazione...
Salvatore Città
Il Corriere Delle Madonie – 2 febbraio 1978

...Ciò che in Giuseppe Forte è diventata non soltanto consapevolezza ma coscienza critica della propria condizione, è quel suo rilevamento – sul piano dell'agire- di una visione socio culturale che fa del territorio non più l'emarginazione della provincia (di estrazione ancora territorialmente napoleonica), ma un punto fermo, sia di rapporti interumani che di conseguenze sociali. Egli agisce cioè all'interno e nel vivo della società reale, della comunità di base, per ricevere da quest'ultima e dal paesaggio che la configura come habitat costituzionale, tutti gli elementi possibili e tali da divenire status o humus autentico del proprio lavoro creativo.
Così, percezione e cognizione si predispongono sulla tela di Forte come supporto preliminare per le attivazioni del colore, sino a divenire "ideologia" pittorica o linguaggio di un assetto figurale (di una scelta formale) ricondotto sempre alle radici sia emotive che concettuali dell'uomo, all'ambiente da cui derivano le sue stesse motivazioni esistenziali (fisiche e spirituali insieme).
Un colore denso di capacità espressive, impaginato in campiture libere o delimitate, fa registrare sulle superfici di Forte, continui scorci di paesaggio locale – il mare e la campagna -, come unità di valori simbiotici mediati dal tempo e dal luogo e rifluiti nello spazio totale della terra.
Ma se la pittura di Forte raggiunge uno stadio di autentica espressione verticale (l'immagine, il tempo e lo spazio del luogo), la grafica dello stesso artista perviene ad esiti di rara penetrazione psicologica: volti, positure corporee, atteggiamenti prossemici, sono colti attraverso un grafismo straordinariamente sottile e serrato, febbrile ma mai scomposto o parossistico.
Dal bianco e nero del foglio, attivato spesso anche da abili interruzioni spaziali, emerge infine con l'enfatizzazione di un genere portato al massimo della sua esasperazione espressiva, quanto lo spessore di un discorso – quello di Giuseppe Forte – il quale, riferito sia alla pittura che alla grafica, individua il referente congeniale di una più compiuta crescita culturale.
Francesco Carbone
Sicilia Tempo – febbraio marzo 1978

... dalla pittura e dalla grafica si nota un mondo particolare che è un mosaico vivace e complesso assunto a campione di ben definibili situazioni psicologiche; tra le due forme espressive non c'è contraddizione ma esse si saldano in un unico contesto che ha lo stesso ritmo compositivo che è poi la sintesi perfetta di un fervore nella indagine psicologica della gente.
Il Resto Del Carlino, 28 luglio 1978

...Forte è un pittore solido, carnoso, la sua pittura è piena, calda e sensuale. Tali caratteri non si evidenziano soltanto nella tavolozza, ma anche sulla carta da disegno ove con l'inchiostro, la china ed altro materiale, traccia i suoi disegni nervosi, chiaroscurali, impetuosi.
...Forte si identifica, insomma, come scultore, anche perchè quei volti di donna, quei corpi che si stringono e si divincolano hanno il valore di una essenzialità espressiva al di là di ogni simbolismo.
Queste immagini raccontano, fra l'altro, una loro storia nella quale l'uomo rimane protagonista e responsabile. Il sentimento è, dunque, presente come carattere anche se a Forte bastano delle linee per parlare e dialogare.
L'immagine si combina perciò col tempo e con lo spazio rendendo, sul piano psicologico, un effetto che non si esaurisce in se stesso, ma si ripercuote su chi vede. Questi disegni assumono, infine, il carattere di una lunga e interminabile sequenza nella quale l'uomo racconta la sua vicenda, la sua storia, il suo destino.
E. S.
La Provincia – Cronache Cremonesi – 4 gennaio 1979

...Scavare nelle cose per cercare un senso profondamente vitale e poetico è caratteristica dell'arte di Giuseppe Forte. Egli parte dalle cose, le vede, le vive e le consegna agli altri perchè le vedano e le vivano con lui.
Con la sua spatolatura agile e minuziosa, con la sua colorazione cupa nell'uso premeditato della luce, modula il chiaroscuro in funzione spettacolarmente emotiva e riesce a creare quel clima altamente spirituale, tipico della corrente pittorica a cui si può ascrivere la sua arte.
Giuseppe Forte ci guida dolcemente attraverso una realtà profondamente dolorosa e ci fa scoprire in tutta la cruda interezza la solitudine dell'uomo ripiegato su se stesso, impotente spettatore della sua travagliata esistenza, ma che, nonostante tutto, riesce sempre ad alzare gli occhi verso il cielo...
Liliana Pistorio
Il Corriere Delle Madonie – aprile maggio 1979

...i paesaggi della nostra terra, gli scorci dei nostri paesi, il mare e la campagna, elementi della natura trattati questa volta con colori più caldi e nitidi, ci restituiscono il giusto equilibrio ed un sapiente modo di relazionarci, un modo che solo un artista sensibile come Forte poteva farci cogliere.
Enzo Di Vincenzo
Il Corriere Delle Madonie – dicembre 1979

... grafico di sciolta mano e di acuta introspezione ritrattistica, G.Forte (Galleria Flaccovio) ha esposto una serie di disegni a china dal tratto sensibilmente espressivo. E sono certamente i ritratti le opere migliori, dove si coglie la personalità dei personaggi e l'acuta volontà di indagare fino in fondo...
Giuseppe Servello
Giornale Di Sicilia – 7 marzo 1979

...Giuseppe Forte è la riprova di come si possa perfettamente restare saldati alla intuizione naturale, pur trovando, in un processo di arricchimento costante, il motivo fondamentale di una crescita. Questo artista è partito infatti dalla figura umana, intesa come punto focale di una ricerca rivolta a dare concreta espressione figurale all'uomo: lo hanno sempre interessato i volti umani con la ricchezza delle loro motivazioni interiori. La linea è stata, quindi, usata, per scavare in un processo di interiorizzazione che, nel rispetto delle forme e delle strutture morfologiche, ha inteso privileggiare i sentimenti. Da ciò il piegarsi sinuoso del tratto grafico, che talvolta si addensa e si apprende per focalizzare un sentimento ed uno stato d'animo, una passione ed una emozione che vengono quindi fissati nell'intensità del tratteggio...
Giovanni Cappuzzo
Sicilia Tempo – maggio 1979

...Figure umane segnate ed irrequiete vivono le problematiche della nostra epoca e risentono di una situazione sconvolta da una crisi profonda; l'effetto risultante è l'angoscia, la sofferenza, l'inquietudine.
...Le composizioni diventano simboliche. Madre Teresa di Calcutta, la fuga in Egitto, la crocifissione, sono opere che ci invitano a riflettere e a meditare su alcuni avvenimenti storici: la fame nel mondo, la carità, la fuga forzata dalla propria terra, le lotte e gli avvenimenti che ci coinvolgono tutti i giorni...
Enzo Di Vincenzo
Il Corriere Delle Madonie – gennaio 1980

In tutte le opere di questo validissimo artista colpisce la qualità della luce, essa è una luce lieve che aderisce alle immagini, le raggiunge con una pressione morbida, carezzevole, vibrante e sceglie le cose da illuminare con il suo soffio etereo e chiaro creando un'aria d' incantesimo e di attesa, intrisa di silenzi e mistica realtà...
Liliana Pistorio
La Voce di Caccamo – aprile 1980

...se mi interessa Giuseppe Forte è anche per una sua china del 1974 con una coppia delicatamente trattata, dai densi miti poetici e religiosi. Gli sono grato di quella sua fine antropologia...
Dinanzi, ora, a questi oli, a questi acquarelli, a questi disegni, mi limito soltanto ad esplicitare un consiglio normale di lettura estetica: si guardi con i suoi occhi; si vedano, ad esempio, i suoi tetti, i suoi muri, i suoi alberi, la nostra terra e il nostro mare, per quel che sono ai suoi occhi: tempo e spazio della coppia umana.
...Non a caso – mi sembra – nè per uso comune o per sola occasionalità, egli insiste su Cefalù e le Madonie alla pari che su Penne e l'alto Abruzzo: il suo mondo è suggestivamente e intimamente mondo della coppia.
Crispino Valenziano
Il Corriere Delle Madonie – dicembre 1980

...osservare le Madonie nella grafica di Giuseppe Forte è come riscoprirle in una dimensione nuova. Paesaggi e monumenti familiari assumono una fisionomia diversa, come se il glorioso passato di cui sono portatori e le bellezze naturali che lo custodiscono li avessero spinti a parlare di sè con più intima verità... così la sua grafica diventa una ricerca e una scoperta, una riflessione e una proposta, un cammino e un incontro, un invito e un dialogo.
Paolo Iovino
Il Corriere Delle Madonie, novembre 1981

...Quelle case,quei cortili, quei vicoli non hanno mai alcunchè di freddo, di oggettivo o di geometrismo prospettico, ma palpitano e sono animati di vera vita, perchè dietro quelle case, dentro quei cortili e vicoli si intuisce un'umanità che li riscatta e li vivifica.
Angelo Rosso
Il Corriere Delle Madonie – settembre 1982

...Soffuso spesso di patina antica, l'impianto grafico di Forte si avvale di un tratto rapido e incalzante, agito con chiarezza di intento e di esecuzione, soprattutto con equilibrio di determinazione nel ricostruire, sugli stimoli dell'immaginazione, non tanto i simulacri prefigurati del modello originale, ma le sue fattezze connotative in termini di stili, ordine architettonici, supporti e assetti strutturali, così come accade, con altrettanta personalizzazione e filtrazione di ripresa, per le "cose" e i paesaggi madoniti. La china di Giuseppe Forte attiva pause fascinose del tempo, percependolo e trascrivendolo in stesure che ai contrasti armonici e simbiotici di ombre e luci, nonchè all'impianto complessivo delle superfici, chiedono l'evocazione sottile e partecipata della stampa antica...
Francesco Carbone
Arte e Cultura – dicembre 1982

...Protagonista incontrastata è indubbiamente la natura sia essa Penne, o comunque l'Abruzzo, sia essa Cefalù, o comunque l'ambiente madonita.
...Penne e Cefalù sono due poli esistenziali che vengono trasfigurati in simboli universali. L'assunto non certo polemico ma piuttosto evocativo, è quello per l'aspirazione per un mondo migliore che, in maniera più decisa, viene declamato in questo momento creativo. La tavolozza cromatica è più ricca e varia, i toni più decisi e l'uso della spatola appropriato. In tutti i dipinti c'è una sostanziale unità di stile e contenuto. Ed è emblematica, a questo proposito, la sintesi, certo involontaria, attuata nella bella veduta di Cefalù dietro una cortina di alberi di Penne.
Amedeo Tullio
Incontri e iniziative - Memorie Del Centro di Cultura di Cefalù – 1985

...cieli senza stelle; albe ancora buie; crepuscoli fulminei. Luoghi affascinanti e reconditi dell'esistere dove si dissolve ogni dualismo illusorio dell'immagine. E con esso la stessa trama dei possibili riferimenti. Nella sua ontologia, complessa nella struttura e nei significati, la fusione degli opposti può essere frantumazione, sgretolamento; parimenti delle forme e delle certezze. Ma anche astanza, simultaneità irrecusabile di ciò che è transitorio e di ciò che è eterno. Probabile riconversione del sacro nell'umano.
Antonina Greco Di Bianca
Dal catalogo della personale "Itinerario nel Sacro" tenuta alla "Galleria d'Arte Giada" di Palermo nel 1985.

...case, mura, spiagge, barche e mare, liberate dal vivere di oggi, tornano a darci la loro essenza filtrata solo dai colori e dall'arte di Forte. Si torna a desiderare con intensità un paese che oggi si riesce ad assaporare solo in autunno e in inverno, e d'estate, per come si può, solo a notte tarda.
Nicola Imbraguglio
Corriere Delle Madonie – luglio 1988

...le immagini sono efficaci e penetranti, spoglie dal ciarpame di inutili e più spesso nocive elucubrazioni cerebralistiche. I suoi sentimenti sono il frutto di un vero vissuto, della sua spiritualità, sincera e profonda, permeata di religiosità convinta e matura...
Domenico Portera
Guida di Cefalù, Lorenzo Misuraca Editore – 1991

...La consapevolezza da parte del pittore, del raggiungimento, stabile e definito di un armonico quanto equilibrato rapporto di felice sintesi tra gli elementi compositivi e le soluzioni cromatiche del suo linguaggio espressivo. Il segreto di questi risultati? Certamente l'impegno costante e tenace, l'appassionata dedizione al lavoro, l'instancabile entusiasmo per la ricerca, l'inesauribile volontà a migliorarsi...
Giuseppa Guercio
Il Corriere Delle Madonie – 31 dicembre 1991

... le campiture presentano colori corposi dai toni fortemente vibranti, ingegnosi nel loro incedere, violentemente brulicanti di speranza per una quotidianità propositiva per l'uomo.
Il campo visivo si anima di armoniose architetture e di scorci urbanistici; rapidi tocchi di spatola danno vita a paesaggi suggestivi e rigogliosi di vegetazione; sapienti pennellate formano insenature costiere. L'incantevole litorale cefaludese, dominato dalla mole della Rocca, lambisce l'azzurro mare dove le vetuste case, rispecchiandosi, creano magici giochi di trasparenze e di colore...
Sebastiano Catania
L'Obiettivo

...Forte dipinge paesaggi cefaludesi e rapisce alla splendida cattedrale di Cefalù, squarci e madonne bizantine, fissando su vetro, con tecniche vivaci e inconfondibili, uno sprazzo di quella millenaria religiosità siciliana che incanta tutti...G.Forte è uno di quei pittori che, nella modestia della persona, racchiude tesori immensi che trasmette alla gente, onorando con l'arte, anche la poesia e la fede.
Cosmo Francesco Ruppi
Il Corriere Delle Madonie – aprile 1992

...Giuseppe Forte, per la prima volta a Lascari, ha esposto numerose opere della sua ultima produzione tra le quali spiccano le pitture su vetro. Abbiamo avuto modo di apprezzare questa nuova forma espressiva dai colori brillanti, accesi e ricchi di luminosità. Quattro pannelli raffiguranti un'allegoria sulle stagioni, impersonate da quattro figure femminili, rispolverando un'atmosfera Liberty, facevano da sfondo alla sala d'ingresso della mostra. Accanto, opere di natura paesaggistica, diversi volti e qualche maternità...I suoi quadri rappresentano la realtà in maniera "forte", dove il termine acquista una duplice valenza: arte personale ed espressione decisa; ogni paesaggio o volto o figura umana ci trasmette una interiorità profonda intrisa di intensa emotività.
Giuseppe Cancilla
L'Amico di Lascari – gennaio 1994

...L'artista cefaludese disegna infatti, nelle sue opere, i tratti fondamentali del mondo in cui vive l'uomo, e lui per primo, con i suoi drammi, le sue inquietudini, le sue speranze ed attese, la sua stessa fede trasformandoli in chiari segni visibili di "una visione del mondo" globale e globalizzante che, delicatamente sottesa, vuole emergere, parlare , profetizzare, interpretare. Accade allora che "l'incontro" diventa "esperienza spirituale" tra le più emozionanti...
Clara Aiosa
dalla presentazione in catalogo della personale tenuta a Polizzi Generosa – Pro Loco – dal 15 al 19 settembre 1994

...Giuseppe il pittore, emerge scorrente creatività da sotto fresche acque; mani, piedi stacca da chiodi, spatole, rosso transattivo disciolto colore ferma, coaugula sgorghi, volti su tele; dedali di vicoli oracolari, accorate cromature che emanano voci.
Disegni spargono strade di cielo lasciate dall'azzurro al bianco delle tele.
Stesso cielo azzurro molte volte riappare variando registri, striature; tetti, canali, ingressi con increspature di tende gialle, rosse, muri bianchi, muri in ombra.
In un dipinto, sullo sfondo a confine, bassa marea scopre frastagli, primordi, sette scogli; estende una celata radura a tappeti di muschio marino.
Ogni volto d'uomo è il volto di Cristo tra contadini, pescatori, artigiani; donne lavano panni al fiume; dipinge il suo paese, i suoi cortili, le Madonie...
Gaetano Forte
Il Corriere Delle Madonie – giugno 1998

...Una costante ricerca fra forma, colore e materia, consente un rapporto poetico con le radici solide nel passato e tra le "cose" che vivono accanto a lui.
Nascono in questo modo i suoi lavori che sono paesaggi che abbiamo incontrato nei nostri ricordi là dove ci inventiamo lo spazio dei nostri diari visivi. In questo spazio il quotidiano rimane il veicolo privilegiato della ricerca, specie quando diventa un pretesto per narrare un percorso interiore la cui " scrittura è affidata alla grammatica e alla sintassi della pittura".
Roberto Di Liberti
Dalla presentazione in catalogo della mostra personale tenuta nello spazio espositivo "Le Fontanelle" – Piazza Castello – di Castelbuono nel mese di agosto del 1998.

...Un pittore che in questa Cefalù pontificale stende colori sopra la tela, non può eludere la forza di questo Occidente, il corposo, fermo vibrare del suo bagliore. E così sono i colori di Giuseppe Forte: accesi, scanditi con nettezza di taglio di lama, corposi, netti e vibranti nel tono loro primario. I neri, i rossi, gli azzurri, i bianchi, i verdi, i gialli si presentano allora in tutta la loro perentorietà, in una festa squillante di accordi e stridori, di contrappunti e dissonanze. Ma c'è, sopra ogni alta e bassa nota, sopra ogni pacato e squillante colore, un tono che tutto avvolge e compone: quello della dorata luce di Cefalù. Si vedano ad esempio Case sotto la Rocca, in quella scansione di piani, in quella verticale ascensione o fuga musicale; si vedano le due "Natura morta con piastrelle siciliane"; o il cielo e le onde schiumose di Cefalù: dietro le mura o altri scorci e "vedute" della Città. Ma anche le figure umane, le allegorie e i simboli partecipano allo stesso concerto.
Pittore perfettamente adeguato alla sua città, Forte, a Cefalù, alla sua straordinaria luce, alla magia del suo teatro, alla forza della sua natura e alla profondità della sua storia.
Vincenzo Consolo
Dal catalogo della mostra tenuta presso la Galleria Di Villa Niscemi di Palermo dal 27novembre al 15 dicembre 1999

...La staticità infranta, la linea decisa e sferzata dei tratti pittorici, le figure intrecciate con ritmi voluti, soffuse di pathos, gli scorci ostentati, rappresentano la più pura espressione della poetica di Forte; e irradiano quella patina di neorealismo mediato che è una costante caratteriale della sua arte.
Dal che ne viene che le sue tele vanno guardate con spirito d'analisi e disponibilità allo studio...
Giuseppe Maggiore
Dal catalogo della mostra tenuta presso la Galleria Di Villa Niscemi di Palermo dal 27 novembre al 15 dicembre 1999

...Nel suo lungo iter formativo, Giuseppe Forte ha affinato le sue doti espressive, le sue capacità comunicative, rivelandosi come uno dei pochi pittori capaci di raffigurare l'elemento umano e naturale in una simbiosi continua di valori, di toni, di colori. Lui non è solo il pittore di Cefalù ma dipinge con passione e grazia il sole e il mare di tutta la Sicilia, le ansie e le speranze del suo popolo, le gioie e i dolori della sua gente. Forte si è formato anche nella nostra città dipingendo negli anni Sessanta i carusi, i cortili e i paesaggi di Gela, di questa città ricca di storia e di contraddizioni che, allora come ora, spera di riscattarsi da secoli di sfruttamento e di barbarie...
Emanuele Zuppardo
Rivista Della Chiesa Piazzese – gennaio – giugno 2000

...Assai stimolante è il messaggio di semplicità che viene offerto dall'artista "fortemente" ispirato al mare di Cefalù; la sua tipica emotività espressiva non manca di distinguersi da quella di altri pittori isolani, col garbato intento di esaltare e far comprendere un unico e grande volto umano delle "radici" e della sicilianità ove talune diversità possano ritrovarsi insieme come prestigioso collante...
Gianni Riolo
Dal catalogo della personale allestita nella sala consiliare del Comune di Tortorici nel mese di luglio 2000

...La pittura di Giuseppe Forte non resta inosservata e non lascia indifferenti. Egli concentra i caratteri decisi del genio siciliano e, senza sforzo esprime la tensione storica, quella atavica, interiorizzata e sempre viva dello spirito siciliano, e sprazzi di esplosioni, veri aneliti di libertà.
Angelo Gentile
Senza Titolo – bimestrale dell'Associazione Cultura e Libertà di Enna – novembre – dicembre 2000

Il murales di Giuseppe Forte esce con forza dalla parete dove la figura femminile e i fichi d'india in primissimo piano, realizzati con grande abilità esecutiva, in uno straordinario fondersi di luci e di ombre con sottili interventi chiaroscurali, danno senso volumetrico e forma all'insieme. In fondo il mare azzurro e la costa di Porto Empedocle, del Caos quasi a rispecchiarsi in quel murales con un cielo naturale- moderno in un'ascesa o fuga musicale...
Alfredo Bordenca
Arte A Porto Empedocle – mensile di cultura – 27 luglio 2001

Le immagini della sua terra, paesaggi famosi di Cefalù, riprodotti in tutto il mondo, visti e rivisti dagli occhi millenari di chi ha scelto quei luoghi da sempre. Eppure li vedi diversi, in qualche modo nuovi. Giuseppe Forte li trasfigura, da buon artista, li riempie di una sorta di iperrrealismo, che è, piuttosto, suggestione. E trasmette il tutto con immediatezza grazie ad un uso ardito del colore, ad una pennellata sicura...
Cefalù rinasce con la sua architettura, a volte affastellata, ma dotata di divina armonia. Il pittore si dimostra cefaludese nativo, portatore come i suoi conterranei di altrettanto amore, che è consapevole coscienza di tutta la bellezza dei luoghi natii. Le case, sovrastate dal duomo, dalle storiche strutture architettoniche, escono fuori dai flutti di un mare in tempesta, che aggredisce le mura megalitiche. Altre volte il mare è più benevolo, servo, quasi, della voglia del pittore di crogiolarsi nella malinconia dei luoghi su cui passa il tempo della vita...
Germano Scargiali
Palermoparla – n.26 – 2001

...Gialli, blu rossi vermigli sono orientati a un tonalismo che determina una consapevolezza d'impegno cromatico calibrato secondo le esigenze di linguaggio rigorosamente richieste dall'opera. Non solo nelle soluzioni d'impostazione ma, come buon paesaggista, sa come dipingere il cielo così denso in certi tramonti. Gustare il sapore, l'atmosfera, la sapienza pittorica e scenica che traspare dalle tele di Giuseppe Forte è affidata al bagaglio culturale, all'incoscio e al sistema dei valori di chi, oltre il filo narrativo del racconto dei simboli, riesce a coglierne interamente il senso di compimento.
Giuseppe Mendola
Sikania – mensile di attualità, turismo e cultura – fabbraio 2003

...emerge una figurazione di estrema fermezza psicologica, espressa nella straordinaria plasticità della rappresentazione, dove le architetture umane d'antica memoria si integrano in un paesaggio
volutamente scarno, fatto di sostanza, non di finzione.
Una armoniosa convivenza lega figure e paesaggio; la composizione delle immagini, fattasi più essenziale, ha assunto via via una più marcata monumentalità. Così i personaggi acquistano un'appropriata centralità, diventano il fulcro dell'opera, attivando un crescente ritmo narrativo, dando alla struttura movimento e respiro. Su tutto, la luce, di cui il colore di Forte è intriso. Una luce che rivela profondità, esalta tracce e contorni, quasi si trattasse della superficie di una scultura lignea...Luce e ombra sono evocate in tutta la loro forza mediterranea, dal nero più nero sino all'abbaglio, secondo una teoria dei contrasti del tutto siciliana.
Infine, il supporto: l'uso di elementi recuperati con diligenza dal pittore (fondi di botte, sponde di carretto), nella loro forte caratterizzazione rurale e antropologica, risignificano il senso della dignità del lavoro. Frammenti della storia dell'uomo, della sua operosità, questi legni carichi di nobile vetustà, grazie all'intervento dell'artista, acquisiscono ora nuova vita, diventano forma di moralità, monili nella loro raffinatezza, moniti per il loro significato.
Marcello Palminteri
Dal catalogo della mostra personale "Sicilianità" fatta nell'ottagono di Santa Caterina in Cefalù dal 14 al 28 maggio 2003

...L'arte di Giuseppe Forte prende a prestito le ricchezze, le perfezioni e le delicatezze della natura e le riproduce con tutta l'atmosfera metafisica che le circonda, restituendo con maestria e con sicuro tratto la magia dei colori, delle forme e delle intime essenze.
...Con perseveranza, con sagacia e ininterrotto lavoro Forte ha prodotto negli anni, una vastissima raccolta di varie tematiche, dalle chine a soggetto religioso, ai volti tratteggiati con sicuri reticolati di chiaroscuro, dalle nature morte alle scene guerresche, ai luminosi paesaggi.
Egli è un artista, eclettico nel senso più nobile della parola. Un uomo che ha dedicato tutta la vita alla nobile arte del dipingere...
Pietro Piazza
Dalla presentazione della mostra personale "Sicilianità" fatta nell'ottagono di Santa Caterina in Cefalù dal 14 al 28 maggio 2003

Sono questi, "segni" d'una scalata. Forte scala la parete rocciosa dell'Esistenza, dell'Isolanità con arnesi inusuali per un rocciatore. Il "segno" come martello, l'evocazione come chiodo, una dogliante quiete come fune... Lapilli di lava ruttati dal ventre infuocato d'un Vulcano o pupille marine sfrattate da Oceano i personaggi di Forte recitano, per guizzo di segno, la fabula togata della vita, viaggiando per trazzere di polvere, per onde tempestose, per marine deserte dove vecchi gabbiani vanno a morire in silenzio e fiera solitudine...Allocutori ed irterlocutori i personaggi di Forte aggrediscono il visitatore, pellegrino di Bellezza, lo concupiscono, lo sfrattano dalla letargia della mente, lo conducono ad un cosmico agone di ratio e pathos, sofia e cuore...
Silvana Grasso
Dalla presentazione in catalogo della personale di grafica tenuta al Kulturforum di Cefalù nell'aprile del 2004

...E' forte, soprattutto nelle opere degli anni '70, l'accento posto sul tema della sofferenza, accompagnato quasi sempre dall'infittirsi della trama grafica, dalla cui cupa matassa si districano arti, corpi, volti, e occhi che guardano fissi. Si legano al tema della sofferenza e del dolore anche i temi del sacro, costantemente frequentati dall'artista attraverso tutta la sua produzione, con l'attenzione più cara e ricorrente rivolta al soggetto della Crocifissione. Tra gli altri temi, il più presente è quello del paesaggio, soprattutto i brani dell'abitato antico, resi sempre con tratti rapidi,...
Marcello Panzarella
Dalla presentazione in catalogo della personale di grafica tenuta al Kulturforum di Cefalù nell'aprile del 2004

...L'idea di riproporre nei tondi lignei la via della Croce continua, infatti, sul piano etico ed estetico, quella sua indagine tra i sentieri umani della lotta e del dolore, trasferiti, appunto, nella dimensione sacrale della rappresentazione religiosa che le quindici tavole ripropongono attraverso la tradizionale iconografia che rievoca la via verso il Calvario. E, sottilmente, la simbologia del legno e quella del contenitore da cui esso proviene, rimanda appunto alla Croce e al Sangue, al mistero della redenzione e alla Passione come estremo segno d'Amore del Figlio dell'Uomo.
Nelle singole composizioni, Giuseppe Forte riformula, in coerente unità figurativa con lo spazio circolare, il dramma che invita a rimeditare sulla condizione umana e sulla speranza della salvezza che il Dio, fatto Uomo, ha donato agli uomini...
Piero Longo
Dalla presentazione in catalogo della personale "Legno Di...Vino "tenuta presso l'Ottagono Santa Caterina, a Cefalù, nel mese di aprile 2006

Non è la prima volta che Giuseppe Forte "dipinge" la Via crucis. Stavolta, tutta intatta restando la sua tecnica artistica, l'artista sceglie un materiale inedito: legno di botte, segnato dalle "ferite" che ne testimoniano l'autenticità. Sono le stesse ferite che hanno aperto e squarciato la carne "benedetta" del Legno verde, bruciato da noi... come canta la Chiesa il Venerdì Santo, memoria solenne del mistero pasquale del suo Maestro e Signore.
Legno di...vino, storia narrata nel cerchio, figura perfetta dell'Evento fondamentale che ha ricucito i frammenti di un'umanità lacerata, portato a sintesi fasi e momenti della vita degli uomini, risolto i conflitti, compiuto le attese...
La via crucis di Forte è perciò Parola che si vede, Vangelo che si lascia catturare nei colori, racconto della passione del Signore, che si lascia guardare e contemplare...
Clara Aiosa
Dalla presentazione in catalogo della personale "Legno Di...Vino" tenuta a Cefalù, presso l'Ottagono Santa Caterina, nel mese di aprile 2006

... Giuseppe Forte, nonostante i suoi quarant'anni di attività artistica, non dà segnali di stanchezza, di aridità e ripetività, anzi in questo pittore eternamente giovane, le sue opere continuano a toccare dentro con itinerari creativi che non denunciano stagioni di incertezza. Così l'ultimo recente rendez-vous espositivo al "Santa Caterina" di Cefalù ha regalato ai tantissimi visitatori piacevoli sensazioni in una armoniosa convivenza di quadri figurativi e paesaggistici, dove su tutto domina la luce, evocata in tutta la sua forza mediterranea, ovvero siciliana, in una trionfante policromia.
Michele Bellipanni
Cefalù Informa – marzo - aprile 2006

...Trenta le opere, di cui quindici tondi ricavati da vecchi fondi di botte in rovere e castagno rappresentanti le soste complete della Via della Croce ed altre opere a carattere religioso riguardanti il periodo quaresimale deputato all'impegno di un cammino secondo il Vangelo di Gesù Cristo....E' un crescendo di sensazioni visive ...Le opere esposte da Pippo Forte servono certamente a richiamare i credenti e non credenti a vivere il quotidiano con la consapevolezza della malvagità umana illuminata però dall'amore immenso di Dio...
Mariella Battaglia
Il Murialdo – aprile 2006

... i dipinti sono stati eseguiti dal pittore Giuseppe Forte su vecchi fondi di botte. Queste sue immagini della passione del Signore, come ha scritto nella presentazione Monsignor Francesco Sgalambro, vescovo di Cefalù, sono "un richiamo, efficace e pressante, nel nostro quotidiano con il suo scorrere, incessante e stressante, e l'ininterrotto susseguirsi di notizie, sentite e televiste". E l'Arcivescovo metropolita di Lecce, Monsignor Cosmo Francesco Ruppi, ha osservato: "le fratture dei fondi di botte sono tutte visibili, anzi nulla ha fatto l'artista per mascherarle, quasi a sottolineare che là, dove per secoli è stato conservato il vino salubre, viene fissata una historia salutis che ha attirato l'attenzione dei pittori di tutti i tempi".
Famiglia Cristiana – 7 maggio 2006

Paesaggi, nature morte, rappresentazioni mitologiche e una "strizzatina d'occhio" ad Antonello da Messina. In colori e impressioni, personale dell'artista cefaludese Giuseppe Forte da oggi allestita all'Osterio Magno, sul Corso Ruggero a Cefalù. Oltre quaranta opere, realizzate con colori acrilici e a olio. Ma incuriosisce il supporto: non soltanto tele ma anche antiche tavole di legno e fondi di vecchie botti. Vi sono raffigurati il paesaggio cefaludese e madonita, le nature morte con la prevalenza della maiolica siciliana, volti. Sui fondi delle botti, riferimenti all'Iliade, a San Giorgio, e paesaggi Medievali. Sulle tavole, paesaggi di Sant'Elia. Un omaggio alla sua città, in due tavole corte accostate sulle quali Forte ha rappresentato l'Antonello da Messina "ospite del Mandralisca", affiancato da un volto femminile. Infine i volti, dai quali trapelano le emozioni più diverse. Attualmente Forte espone anche nel Palazzo Ducale di Gela, dove nel 2004 ha vinto il primo premio con "Abbraccio al tramonto", per Artisti in vetrina...
Myosothis Giaramidaro
Giornale di Sicilia – 21 dicembre 2006

...Scelta o necessità, lo studio di Giuseppe Forte è tale spazio da essere punto di riferimento, una piccola galleria delle sue opere nelle quali si traduce tutta la sua raffinata sensibilità, le sue doti artistiche, la sua variegata tecnica, frutto di apprendimenti in quella fertile fucina che è l'Istituto Statale d'Arte, all'origine Scuola serale d'arte frutto d'amore di un artigiano locale: Diego Bianca Amato.
E' un artista che ho apprezzato. Mi ha sempre affascitato la sua poetica. Per cui l'Arte è comunicazione, messaggio. L'artista è un costruttore. Il volto di un bambino, di una donna, un personaggio, il sole, il mare, il pescatore e il contadino e la vita, i personaggi della Chanson de geste o gli amatori del ciclo cortese, del ciclo Bretone sono tutte occasioni per trasfondere le sue passioni, il suo amore. L'Amore per Cefalù...Ecco! Dedica tanto alla città che gli ha dato i natali. Egli fa amare i colori di questa città con i suoi colori: forti, carichi, ma anche tanto equilibrati...
Domenico Portera
Dal libro "Cefalù" – Vissuta con i pensieri dell'anima e il cuore assoluto – Marsala Editore 2007

...Forte ritrae la Sicilia, negli scorci più suggestivi dei suoi borghi illuminati dal sole, meravigliosa, forte, carica, di colori accesi e vigorosi come la tempra e il calore del suo popolo. Ma al contempo la rappresenta cupa e tormentata, come l'onda del mare che si infrange spumeggiante tra le onde dei suoi paesaggi marini sferzati dalla tempesta. Metafora di una terra spesso squassata dall'odio e dalla sopraffazione. Dei profondi contrasti della terra siciliana Giuseppe Forte si fa interprete e riesce ad esprimerli, mirabilmente, attraverso un cromatismo che sa comporre, armoniosamente, toni chiari e toni scuri, come in uno spartito musicale...Il figurativismo di Giuseppe Forte è, insomma, espressione della potenza evocativa dell'arte e della sua capacità di elevare lo spirito attraverso il bello e di indurlo a una riflessione sui travagli, le difficoltà le grandi miserie e le piccole grandezze dell'animo umano...
Vincenzo Garbo
La Voce – 22 dicembre 2007

...Giuseppe Forte rappresenta la Sicilia nei suoi aspetti più caratteristici di luce e colore: non a caso il titolo dell'intera mostra è proprio " Colori e luci di Cefalù e della Sicilia". L'artista è attratto sicuramente dalla raffigurazione dei luoghi, come la rappresentazione della campagna con gli intensi colori del verde e dell'azzurro del cielo, delle case rurali che ci riportano a epoche passate di un mondo contadino ormai quasi scomparso, ma anche e soprattutto dal mare nel suo blu soleggiato, o agitato dai venti in tempesta...
Aurora Rainieri
Espero - 1 gennaio 2008

...Pippo Forte è uno di quegli artisti dei quali la nostra città deve andare fiera. Nei suoi disegni e nei suoi dipinti si respira sempre il suo amore per Cefalù: i suoi vicoli, le sue case, i suoi angoli più suggestivi. Con il suo pennello descrive nei particolari quello che a volte nemmeno gli occhi degli uomini vedono.
Nel giudizio dei lettori, che lo hanno indicato come l'artista dell'anno 2007, Pippo Forte è il pittore che dal suo studio di Via Mandralisca dipinge la nostra città in un tempo che sembra non passare.
Mario Macaluso
Cefalù News – 5 gennaio 2008

...La pittura di Forte è innanzi tutto animata da una profonda spiritualità, da una ricerca costante della bellezza e dell'armonia. Una ricerca interiore che trova radici nel forte attaccamento alla propria terra e alla sua natura. Nei paesaggi di Cefalù, così come nelle nature morte, Forte rappresenta luoghi dell'anima in cui gli elementi atropici trovano una perfetta e compiuta sintesi con il dato naturale. Anche nei soggetti più marcatamente umani, come i volti, spesso raffigurati nei tondi di legno, Forte cerca la bellezza attraverso un'umanità a volte sofferente ma mai sconfitta, a volte aperta serenamente alla speranza...
Daniele Tumminello
L'Altra Cefalù – 11 gennaio 20011 – Recensione della personale tenuta alla Galleria d'Arte "Rossini" di Gela dal 12 dicembre 2010 al 15 gennaio 2011

...Forte è particolarmente sensibile di fronte alle molteplici espressioni del volto umano. E' qui che la sua tecnica è particolarmente attenta nella cura della forma, nelle tonalità dei colori e nell'armonia delle parti fra di loro e col tutto, ottenendo ottimi effetti espressivi della spiritualità dei personaggi...E' questo l'aspetto distintivo e la radice segreta della sua arte e della sua notorietà a livello regionale ed anche nazionale. Forte è, quindi, un artista moderno ma anche classico, nel senso che si esprime come i veri artisti di tutti i tempi.
Mario Mariani
Dalla presentazione della personale tenuta nel mese di febbraio 2012